Sessione 25 marzo 2018

L’incontro di domenica 25 marzo, presso il convento SS. Annunciata, è stata l’occasione per sperimentare una diversa tipologia di testo/pretesto: il gioco da tavola.

L’esperienza che ho proposto è stata accolta positivamente, anche come esercizio di “riscaldamento” e come modo per iniziare a conoscersi tra sconosciuti; tuttavia è emerso ancora una volta quanto sia limitante avere dei tempi stretti. Ci si può dare tempi più distesi per permettere alla fase del testo/pretesto di essere più lunga?

Testo/Pretesto: Hanabi

Lo scopo del gioco è quello di comporre 5 file di carte fuoco d’artificio, ognuna di un colore diverso e costituendo delle sequenze crescenti dalla carta numero 1 alla numero 5. Ogni carta fuoco d’artificio è caratterizzata da un numero e da un colore. All’inizio della partita i giocatori pescano 4 carte (5 se si gioca in meno di quattro giocatori) che non devono guardare. Le tengono in mano in modo tale che gli altri giocatori ne conoscano il contenuto ma i proprietari ne siano ignari. Al suo turno ognuno può effettuare una delle seguenti azioni:

  • Dare un’informazione (consiglio)
  • Scartare una carta
  • Giocare una carta

L’obiettivo è quello di comporre tutte le sequenze dei 5 colori in modo da arrivare alla carta più alta (di valore 5). In questo modo i giocatori collaborano alla riuscita del miglior spettacolo pirotecnico possibile. 

Agenda:

Come si chiama questo gioco?

Non conoscere permette di agire senza responsabilità?

Perchè è così difficile segiore/rispettare le regole?

Come ci si può armonizzare?

Competizione o cooperazione?

A cosa serve questo gioco?

Che tipo di relazione crea il gioco?

Giocare con un gruppo conosciuto facilita questo gioco?

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Dopo una valutazione collegiale dei temi emersi nell’agenda (relazione come armonizzazione e come competizione/cooperazione; azione responsabile; gioco; conoscere), il dialogo si è concentrato sulla domanda:

Competizione e cooperazione sono oppositive o si integrano?

Da qui il gruppo è partito ad una definizione di cosa si intendesse per ‘competizione’ e ‘per cooperazione’, interrogandosi su modalità, obiettivi, tipologia di relazione e dimensione temporale/spaziale. Dal dialogo è sembrato emergere un particolare legame tra cooperazione e competizione, per esempio nella competizione di squadra, la quale presuppone un certo tipo di cooperazione.

Infine il gruppo si è lasciato con alcune domande:
Cosa fa prevalere meccanismi cooperativi?

Esiste un gioco non cooperativo?

C’è una dimensione cooperativa del gioco che si può utilizzare di più a livello educativo?

Un commento:

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